Questo elaborato documenta il progetto di ricerca e l'esperienza formativa condotta da Francesco
Renelli nell'ambito del workshop "Reclutare e Candidarsi nell'Era dell'IA".…
Questo elaborato documenta il progetto di ricerca e l’esperienza formativa condotta da Francesco Renelli nell’ambito del workshop “Reclutare e candidarsi nell’Era dell’IA“. L’obiettivo primario era esplorare l’impatto dei sistemi ATS (Applicant Tracking System) sul mercato del lavoro, analizzando la dualità tra l’efficienza algoritmica richiesta dalle aziende e le strategie di adattamento necessarie ai candidati. La metodologia applicata è stata mista: ricerca qualitativa tramite interviste a Head Hunter, reverse-engineering tecnico degli algoritmi di parsing e sperimentazione diretta con strumenti di AI Generativa per la “CV Optimization”. Il progetto ha evidenziato una saturazione tecnologica del mercato: con il 98% delle aziende Fortune 500 che utilizzano ATS, la capacità di “scrivere per l’algoritmo” (ATS Literacy) è divenuta una competenza fondamentale. I risultati del workshop dimostrano che, nonostante l’automazione scarti il 75% dei CV prima della lettura umana , il modello vincente rimane quello ibrido “Human + Machine”, dove la tecnologia filtra ma l’autenticità umana converte.
La trasformazione digitale dell’ultimo decennio ha ristrutturato ontologicamente l’accesso alle opportunità professionali. Al centro di questa rivoluzione c’è l’ATS, un software passato dall’essere un archivio passivo a un “gatekeeper” attivo. Lo scenario globale mostra una saturazione totale: tra il 97% e il 99% delle aziende Fortune 500 utilizza questi sistemi per gestire l’high-volume hiring.
Anche in Italia il trend è in accelerazione: il 67% delle aziende utilizza o pianifica di utilizzare l’IA nel recruiting, con Zucchetti che si afferma come leader di mercato grazie alla compliance GDPR nativa.
La sfida centrale affrontata dal progetto è stata demistificare il “Black Hole” dei CV. Si stima che il 75% dei curriculum venga scartato automaticamente dagli algoritmi per motivi tecnici (parsing failure) o semantici (mancanza di keyword), senza mai raggiungere un occhio umano. Il progetto di Francesco Renelli ha quindi cercato di rispondere a una domanda critica: come può un candidato mantenere la propria autenticità umana pur dovendo codificare la propria esperienza nel rigido linguaggio richiesto dalla macchina?
Per la realizzazione del workshop, è stata adottata una metodologia di ricerca su tre livelli, supportata dall’analisi di documenti tecnici e test sul campo:
L’obiettivo operativo era fornire una “ATS Literacy”: una competenza pratica che permettesse ai partecipanti di comprendere le logiche di ranking e scoring degli algoritmi (da 0 a 100). L’obiettivo finale era dimostrare che superare la soglia di scarto del 50% è possibile attraverso un’ottimizzazione strutturale consapevole.
Il progetto si è articolato analizzando il processo di reclutamento come un flusso di dati che deve superare diversi ostacoli tecnologici e umani.
In questa fase si è analizzato chi domina il mercato. È emersa una chiara distinzione tra strumenti di gestione come Workday (37-39% del mercato), noti per la loro rigidità e la richiesta di account dedicati e strumenti “Best-of-Breed” come Greenhouse o iCIMS, focalizzati sulla Candidate Experience. Un punto cruciale emerso dall’intervista con Lorenzo Altamura è la distinzione tra ATS e LinkedIn Recruiter: quest’ultimo non è un giudice automatico ma un motore di ricerca che lascia l’interpretazione al recruiter, restituendo liste di 700-1000 profili da filtrare manualmente.
Si è proceduto a definire come la macchina legge il candidato. Il processo tecnico identificato avviene in tre step:
Il progetto ha identificato e testato gli strumenti AI che i candidati possono usare per “combattere ad armi pari”. L’analisi comparativa ha evidenziato:
Sulla base della ricerca, il workshop ha proposto tattiche specifiche per aggirare eticamente il sistema.
Per evitare l’invisibilità tecnica, la regola aurea emersa è la semplicità.
Non basta inserire parole a caso (Keyword Stuffing), pratica ormai penalizzata.
Gli algoritmi di People Analytics premiano i dati numerici.
Il progetto ha affrontato il tema etico, citando casi come quello di Amazon (2018), dove l’algoritmo penalizzava le donne, o iTutorGroup, multata per discriminazione di età.
Il progetto conclude che l’automazione nel recruiting non è una barriera insormontabile, ma un filtro che richiede nuove competenze. I risultati della ricerca confermano che:
Il case study proietta lo sguardo verso il 2026-2027, quando l’implementazione completa dell’AI Act europeo cambierà le regole del gioco. Le prossime evoluzioni previste includono:
A cura di:
Mi chiamo Francesco Renelli e sono laureando in Scienze della Comunicazione presso l’Università
di Bologna, con doppio titolo in Comunicazione e Digital Media all’Università di San Marino. Il mio
percorso parte dal diploma all’ITET Corinaldesi Padovano di Senigallia, dove ho acquisito
competenze fondamentali in organizzazione aziendale cruciali per comprendere i processi
gestionali aziendali.
Dal 2022 ho affiancato agli studi esperienze lavorative a contatto con il pubblico, sviluppando
capacità di pianificazione, gestione relazioni interpersonali e problem solving operativo in contesti
dinamici.
Durante il percorso universitario ho maturato la volontà di costruire una carriera nelle Risorse
Umane, appassionandomi al talent management e all’innovazione digitale nel recruiting (sistemi
ATS, AI etica).
La mia ambizione è diventare HR Business Partner, valorizzando il capitale umano e allineando
persone agli obiettivi strategici aziendali.
Bibliografia
Sitografia:
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